{"id":1004,"date":"2016-12-24T21:40:34","date_gmt":"2016-12-24T19:40:34","guid":{"rendered":"http:\/\/2.225.140.8\/wordpress\/?p=1004"},"modified":"2016-12-24T21:58:55","modified_gmt":"2016-12-24T19:58:55","slug":"la-tregua-di-natale-guerra-15-18","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/roccadomenico.it\/wordpress\/la-tregua-di-natale-guerra-15-18\/","title":{"rendered":"La tregua di Natale guerra 15-18"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/2.225.140.8\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Tregua-di-Natale.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1006\" data-permalink=\"https:\/\/roccadomenico.it\/wordpress\/la-tregua-di-natale-guerra-15-18\/tregua-di-natale\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/roccadomenico.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Tregua-di-Natale.jpg?fit=818%2C545&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"818,545\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Tregua-di-Natale\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/roccadomenico.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Tregua-di-Natale.jpg?fit=818%2C545&amp;ssl=1\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1006\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/2.225.140.8\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Tregua-di-Natale-300x200.jpg?resize=300%2C200\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/roccadomenico.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Tregua-di-Natale.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/roccadomenico.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Tregua-di-Natale.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/roccadomenico.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Tregua-di-Natale.jpg?w=818&amp;ssl=1 818w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Una storia incredibile, che non mi ricordo aver studiato&#8230;scoperta oggi leggendo un commento su un articolo di Facebook. Davvero da leggere.<\/p>\n<p>Belgio, 24 dicembre 1914.<br \/>\nNei pressi di Ypres, una piccola cittadina delle Fiandre, soldati francesi e tedeschi stanno tremando dal freddo nelle trincee. Sin da quando \u00e8 iniziata la Grande Guerra, sono costretti a sopravvivere in questi angusti lembi di terra, con il pericolo imminente di un attacco nemico e senza potersi muovere, perch\u00e9 dalla trincea opposta \u2013 distante circa 40 metri \u2013 c\u2019\u00e8 sicuramente un cecchino pronto a spararti in testa non appena ti distrai. Soffrono fame, sete, freddo, malattie; conducono un\u2019esistenza primordiale, senza lavarsi per settimane, dormendo in fosse o nicchie scavate nelle pareti delle trincee, circondati da grossi ratti, tormentati da pidocchi e pulci, nauseati dal fetore dei cadaveri di commilitoni e di cavalli in putrefazione e dalle esalazioni dei propri escrementi.<br \/>\nConfusione, promiscuit\u00e0 e lordura, connotati tipici dell\u2019ambiente delle trincee e fattori di destabilizzazione dell\u2019equil\u00edbrio mentale. Questa \u00e8 la situazione su quello che viene chiamato il fronte Occidentale, e non muter\u00e0 fino al 1918.<\/p>\n<p>Nel silenzio di quella notte gelida \u2013 quattro gradi sotto zero \u2013 un fuciliere del reggimento Essex, di nome Ernie Williams, ad un certo punto raccoglie il fucile da terra. Si \u00e8 accorto di qualcosa. Giura di aver visto brillare una luce sulle trincee tedesche. \u00abMentre osservavo il campo ancora sognante\u00bb, scriver\u00e0 in una lettera indirizzata alla madre, \u00abi miei occhi hanno colto un bagliore nell\u2019oscurit\u00e0. A quell\u2019ora della notte una luce nella trincea nemica \u00e8 una cosa cos\u00ec rara che ho iniziato a passare la voce ai miei compagni. Non avevo ancora finito che lungo tutta la linea tedesca \u00e8 sbocciata una luce dopo l\u2019altra\u00bb. Quelle che il soldato scozzese ha visto sono fiamme, anzi fiammelle. Sono le fioche luci di tante candele disposte in fila sul parapetto della trincea. \u00abErano cos\u00ec vicino da farmi stringere forte il fucile \u2013 leggiamo nella lettera \u2013 e poi ho sentito una voce. Non si poteva confondere quell\u2019accento, con il suo timbro roco. Ho teso le orecchie, rimanendo in ascolto, ed ecco arrivare lungo tutta la nostra linea un saluto mai sentito in questa guerra: \u201cSoldato inglese, soldato inglese, buon Natale! Buon Natale!\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Un pallone per rivivere<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019ovvia sorpresa, ci\u00f2 di cui il fuciliere non si \u00e8 accorto \u00e8 che a guardare bene, infatti, quelle luci sono proprio le fiammelle di alcune candele di Natale. S\u00ec, perch\u00e9 in Germania la vera festa di natale \u00e8 il 24 dicembre. E cos\u00ec, non appena quasi tutta la trincea \u00e8 illuminata, i tedeschi iniziano a cantare Stille Nacht. In molti, nella fazione opposta, ancora non credono ai propri occhi e alle proprie orecchie. L\u2019unico ad aver capito quello che sta succedendo pare sia proprio Ernie, che un po\u2019 timidamente inizia ad intonare anche lui la stessa canzone, che nella versione inglese sarebbe Silent Night. E cos\u00ec, quasi senza accorgersene, in tutte le trincee partono diversi canti \u2013 ciascuno il suo \u2013 finch\u00e9 si accordano a cantare insieme Adeste fideles, andando avanti per tutta la notte.<\/p>\n<p>La mattina seguente, quella del 25 dicembre, accade un\u2019altra cosa strana. Ernie Williams si apposta alla trincea, spia dall\u2019altra parte e, non vedendo n\u00e9 sentendo nulla, urla: \u00abGood morning, Fritz\u00bb \u2013 come chiamano i tedeschi. Ma non risponde nessuno. Cos\u00ec ci riprova e lo ripete un\u2019altra volta, finch\u00e9 qualcuno anzich\u00e9 sparare risponde: \u00abGuten Tag\u00bb. Allora un altro inglese si fa coraggio e dice: \u00abHow are you?\u00bb, e dall\u2019altra trincea: \u00abBene, e tu?\u00bb. Iniziano cos\u00ec dei reciproci inviti nelle opposte trincee, ma qualcuno fa notare che forse non \u00e8 il caso di fidarsi visto che fino all\u2019altro ieri si sono sparati addosso. Ma cinque di loro decidono comunque di incontrarsi a met\u00e0 strada, in quella che viene chiamata la terra di nessuno. Prima di uscire, due inglesi si riempiono le tasche di sigarette, i tedeschi di pagnotte, poi saltano oltre il parapetto e si incontrano nel mezzo delle due trincee. \u00abBuon Natale\u00bb, poi si stringono la mano, si scambiano le sigarette e si mettono pure d\u2019accordo: \u00abSe voi non sparate, oggi, non spariamo neppure noi\u00bb.<\/p>\n<p>E succede. Per quel giorno nessuno spara e poi, senza quasi accorgersene, i soldati tirano gi\u00f9 i fucili, escono e cominciano a chiacchierare con i soldati nemici. Si scambiano pure dei piccoli regali: sigarette, whisky, birra e qualche fotografia.<\/p>\n<p>\u00abEra tutto cos\u00ec tranquillo che sembrava un sogno (\u2026) non dimenticher\u00f2 quello strano e unico giorno di Natale per niente al mondo. Notai un ufficiale tedesco, una specie di tenente credo, ed essendo io un po\u2019 collezionista gli dissi che avevo perso la testa per alcuni dei bottoni della sua divisa. Presi la mia tronchesina e, con pochi abili colpi, tagliai un paio dei suoi bottoni e me li misi in tasca. Poi gli diedi due dei miei bottoni in cambio\u2026 Da ultimo vidi uno dei miei mitraglieri, che nella vita civile era una sorta di barbiere amatoriale, intento a tagliare i capelli innaturalmente lunghi di un docile tedesco, che rimase pazientemente inginocchiato a terra mentre la macchinetta si insinuava dietro il suo collo\u00bb.<\/p>\n<p>Poi, ad un certo punto, un soldato inglese o un tedesco, questo non si sa, esce dalla sua tana con in mano qualcosa di strano. Strano per la guerra, naturalmente. Ha in mano un pallone da calcio. Inizia cos\u00ec quella che prende il nome di \u201cPartita di Natale\u201d. Ma per fare una vera partita di calcio, per\u00f2, lo sanno tutti, ci vuole un campo, \u2013 pi\u00f9 o meno rettangolare \u2013 poi servono due porte \u2013 vanno bene anche pietre o maglioni acciambellati \u2013 e due squadre. E allora si pu\u00f2 cominciare. Il bello del calcio \u00e8 anche questo, che lo pu\u00f2 giocare chiunque e dovunque. Quella che si sta giocando adesso, sul terreno di Ypres, non \u00e8 una vera e propria partita \u2013 non ci sono n\u00e9 le porte n\u00e9 tantomeno le squadre -, \u00e8 pi\u00f9 che altro un gruppo confuso di soldati che si divertono tirando calci ad un pallone. Va avanti cos\u00ec, per circa una buona mezz\u2019ora finch\u00e9 un tedesco tira una cannonata \u2013 nel senso calcistico del termine e non in quello militare \u2013 e il pallone va a piantarsi su un rotolo di filo spinato.<\/p>\n<p>Partita finita. Vincono i tedeschi, per 3 a 2. E adesso che si fa?<\/p>\n<p>Il fantasma della guerra<\/p>\n<p>I soldati non lo sanno, o meglio: lo saprebbero, ma non osano e non possono dirlo. Per loro decidono i comandanti: \u00e8 giunto il momento per tutti di tornare nelle proprie trincee. Sono l\u00ec per fare la guerra, mica per giocare a calcio. Come si vede anche nel film che racconta questa storia (Joyeux No\u00ebl \u2013 Una verit\u00e0 dimenticata dalla storia) un maggiore furioso, indignato per la tregua, ordina agli scozzesi di sparare ad un soldato tedesco che sta entrando nella terra di nessuno, di passaggio verso le linee francesi. I soldati, per\u00f2, si rifiutano di ucciderlo. E come fai a sparare ad uno con cui hai appena bevuto una birra e giocato a calcio?<\/p>\n<p>Ma le punizioni, per entrambe le truppe, non tardano ad arrivare. I francesi vengono spediti nell\u2019inferno di Verdun, i tedeschi invece sul fronte Orientale, senza il permesso di vedere le loro famiglie. In Germania si tenta di gestire la fuga di notizie e di offuscare l\u2019evento o quantomeno di minimizzarlo, e perlopi\u00f9 molti giornali esprimono critiche nei confronti dei soldati partecipanti alla tregua. In Francia si risponde ristampando un precedente avviso del governo secondo cui fraternizzare con il nemico costituisce alto tradimento, e per cui incombe il rischio del plotone d\u2019esecuzione. Ma le lamentele non arrivano solo dagli alti Comandi. Anche ad un soldato austriaco, da poco arruolato nelle truppe tedesche, la tregua di Natale non \u00e8 piaciuta per niente. Anzi, scrive nel suo diario, se fosse stato per lui sarebbero partite subito le fucilate. \u00c8 un soldato del 16\u00b0 reggimento di fanteria bavarese, il suo nome \u00e8 Adolf Hitler e in seguito avr\u00e0 modo di esprimere pienamente le sue idee in proposito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una storia incredibile, che non mi ricordo aver studiato&#8230;scoperta oggi leggendo un commento su un articolo di Facebook. Davvero da leggere. Belgio, 24 dicembre 1914. Nei pressi di Ypres, una piccola cittadina delle Fiandre, soldati francesi e tedeschi stanno tremando dal freddo nelle trincee. 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